Ultima Modifica il 9 Febbraio 2025
Il caffè Napoletano, simbolo di convivialità e condivisione, scandisce le nostre giornate dei partenopeii. Il caffè napoletano è famoso per il suo aroma intenso e il suo sapore forte e deciso.
“Ci prendiamo un caffè?” o “Ti posso offrire un caffè?” a Napoli sono molto più di semplici domande. Sono un invito caloroso a condividere un momento di piacere, un’opportunità per rallentare il ritmo frenetico della vita e concentrarsi sulla compagnia reciproca.
Che sia preso al bar o a casa la tazzulella ‘e cafè è un pretesto per fermarsi, chiacchierare, ridere e rafforzare i legami sociali, che sia con amici, familiari o anche con nuove conoscenze.
Origini del Caffè napoletano
A Napoli, a differenza di altre città europee, il caffè ha conosciuto una diffusione più tardiva, ma non per questo meno radicata. Le origini del suo arrivo in città sono avvolte da un alone di mistero, con diverse teorie che ne ricostruiscono la storia.
Una delle più accreditate è legata a Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, moglie di Ferdinando di Borbone. Proveniente da Vienna, città famosa per le sue Kaffeehaus, Maria Carolina portò con sé questa tradizione, contribuendo a diffondere il consumo di caffè a Napoli.
La sua diffusione, inizialmente limitata a un’élite ristretta, conobbe una espansione grazie ai caffettieri ambulanti che offrivano caffè e latte ai passanti. Il caffè si trasforma cosi in un elemento centrale della cultura napoletana.
Cuccumella, la Caffettiera Napoletana
Prima dell’avvento della moka, la “cuccumella” regnava sovrana nelle case napoletane. Questa caffettiera, ideata dal francese Morize nel 1819, ha rappresentato una vera e propria rivoluzione nel modo di preparare il caffè. Addio alla preparazione turca, con la polvere di caffè in ebollizione, e benvenuto a un sistema di estrazione che esalta le qualità del caffè, goccia dopo goccia.
Qual è il vero segreto del caffè napoletano?
Ah, che bellu cafè, sulo a Napule ‘o sanno fa e nisciuno se spiega perché è na vera specialità cantava Domenico Modugno in una sua canzone del 1958.
Tutti credono di conoscere il segreto della bontà del Caffè Partenopeo: l’acqua! E invece no, il segreto è racchiuso nella particolare tostatura, che le conferisce una colorazione più scura rispetto alle altre regioni italiane. Si dice che é cotto “al punto giusto”.
Si contano varie torrefazioni in Campania, micro, enormi, artigianali o semi, oltre a Kimbo, ormai prodotto nazionale ci sono produttori come Moreno, Toraldo, Tico e il mitico ed inconfondibile Passalacqua.
Un vecchio detto napoletano dice che il caffè va bevuto con le 5C, e iniziali delle parole che compongono l’espressione napoletana: “Comme ca..o coce chistu café“. Per gustare un caffè perfetto a Napoli deve essere bollente, anche le tazzine vanno tenute in caldo, in modo che la bevanda non subisca uno choc termico. Seguendo questa semplice regola, potrai gustare un caffè perfetto a Napoli, proprio come vuole la tradizione.
Per apprezzarlo al meglio, c’è un piccolo segreto, che fa parte della tradizione: il bicchiere d’acqua. Ma attenzione l’acqua che accompagna il caffè è rigorosamente liscia, mai frizzante. Un modo per “sciacquarsi” la bocca e prepararsi a gustare il caffè in tutta la sua intensità, senza “condizionamenti” di alcun tipo.
Tra le tante tradizioni legate a questa bevanda magica, ce n’è una che brilla più di tutte: il “caffè sospeso“. Un gesto semplice, un caffè pagato in più, un sorriso donato a chi è meno fortunato. Un modo per ricordare che a Napoli, il caffè non è solo una bevanda, ma un abbraccio caldo che scalda il cuore e che fa sentire tutti parte di una grande famiglia.
Dove gustare l’autentico caffè a Napoli
Il caffè è una bevanda che si gusta in casa, dove può essere preparato nella moka o nella classica caffettiera napoletana o al bar, magari tra una sfogliatella o un altro dolce tipico napoletano o nei caffè letterari, dove poter sorseggiare una tazza di buon espresso, leggere, ascoltare musica e dialogare con gli altri frequentatori.
Tanti sono i modi di prepararlo e di gustarlo: lungo, ristretto, macchiato, decaffeinato, shakerato, in tazza fredda, in vetro, d’orzo, amaro, corretto, schiumato, macchiato, alla nocciola,… e, per i più tradizionalisti, con un pò di anice. Tutto deve essere ben bilanciato e non deve lasciare retrogusti amari, responsabili della sensazione di bruciato.
Una golosa variante della bevanda classica è la crema di caffè, nota anche come caffè del nonno. E’ molto gradita in estate perché servita fredda, ma anche dessert delizioso tutto l’anno: gusto e consistenza ricordano molto una mousse.
Ogni quartiere a Napoli ha il suo bar di riferimento, forse più di uno, dove secondo ogni abitante si beve il caffè migliore della città, ragion per cui più che una classifica questa vuole essere una solo una mini guida per confrontare con noi i vostri gusti.
Se vi trovate nei pressi di Piazza del Plebiscito fermatevi al Gambrinus, un caffè letterario dall’architettura sontuosa e una storia che risale all’unità d’Italiana. Al Bar del Professore famoso soprattutto per i suoi caffè speciali, tra cui quello con cioccolato bianco, crema alla nocciola e spolverata di cacao… si va ben al di là di un semplice caffè, insomma!
Nell’elegante Piazza dei Martiri troviamo La Caffetteria, con un museo annesso dedicato alla bevanda, mentre a Piazza Bellini c’è il Intra Moenia, caffè letterario ed emeroteca. Nei pressi di Piazza del Gesù c’è Lazzarella, che prende il nome dalla famosa canzone di Modugno, e a Via Duomo il famoso Tonino Tico. In altri due punti della città troviamo una delle caffetterie migliori: Mexico. Una sede si trova a Piazza Dante ed un’altra a Via Scarlatti, nella zona Vomero.